Medicina Informata

Informazione medica chiara, semplice e accessibile, per comprendere meglio il corpo, la salute e i segnali che ogni giorno ci accompagnano.

Uno spazio dedicato alla prevenzione, alla consapevolezza e al benessere quotidiano.

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venerdì 27 marzo 2026

Quando l'emoglobina nel sangue è bassa

 

🧾 Che cos’è e cosa indica

Un valore basso di emoglobina indica quasi sempre una Anemia, cioè una ridotta capacità del sangue di trasportare ossigeno.

👉 Non è una diagnosi definitiva, ma un segnale che qualcosa nel corpo va approfondito.


📊 Valori di riferimento (indicativi)

  • Uomo: circa 13–17 g/dL

  • Donna: circa 12–15 g/dL

⚠️ Valori sotto questi limiti → possibile anemia
⚠️ Valori molto bassi (<8–9) → attenzione medica più urgente


🔍 Cause più frequenti

Le cause principali si dividono in categorie:

🥩 Carenze nutrizionali

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  • Carenza di ferro (la più comune)

  • Carenza di vitamina B12

  • Carenza di acido folico

🩸 Perdite di sangue

  • Mestruazioni abbondanti

  • Sanguinamenti gastrointestinali

  • Interventi o traumi

🧬 Problemi medici

  • Malattie croniche (rene, infiammazioni)

  • Disturbi del midollo osseo

  • Malassorbimento intestinale


⚠️ Sintomi tipici

  • Stanchezza persistente

  • Pallore

  • Fiato corto

  • Vertigini

  • Tachicardia

👉 In alcuni casi può essere asintomatica e scoperta solo con esami.


🩺 Cosa fare (approccio consigliato)

1. 📋 Confermare e approfondire

Esami utili:

  • emocromo completo

  • ferritina (riserva di ferro)

  • vitamina B12 e folati

  • eventuali esami su perdite di sangue

2. 🥗 Intervenire sulla causa

  • Se carenza di ferro → dieta + integratori

  • Se perdita di sangue → individuare la fonte

  • Se altra patologia → trattamento mirato

3. 💊 Terapie (solo su indicazione medica)

  • Integratori di ferro

  • Vitamine

  • In casi gravi: trasfusioni


🚨 Quando è importante agire subito

  • Debolezza marcata o svenimenti

  • Fiato corto anche a riposo

  • Dolore toracico

  • Emoglobina molto bassa


✅ Consiglio pratico

Non trattare mai l’anemia “alla cieca”:
👉 la causa è più importante del valore stesso



martedì 24 marzo 2026

Apnee respiratorie notturne: cosa sono, sintomi e rischi per la salute


Le apnee respiratorie notturne (note in medicina come apnea notturna) sono un disturbo del sonno caratterizzato da pause nella respirazione durante la notte. Questo problema è più diffuso di quanto si pensi e, se non trattato, può avere conseguenze anche gravi sulla salute.

Cosa sono le apnee notturne

Le apnee notturne consistono in interruzioni temporanee della respirazione mentre si dorme. Queste pause possono durare da pochi secondi fino a oltre 30 secondi e ripetersi anche decine o centinaia di volte per notte.

Durante queste interruzioni, il corpo riceve meno ossigeno, costringendo il cervello a “svegliarsi” brevemente per riprendere a respirare. Questo compromette la qualità del sonno.

Tipi di apnee respiratorie

Esistono tre principali forme:

Apnea ostruttiva del sonno

È la più comune. Si verifica quando le vie aeree si ostruiscono a causa del rilassamento dei muscoli della gola.

Apnea centrale

È più rara e dipende da un problema nel controllo della respirazione da parte del cervello.

Apnea mista

È una combinazione delle due forme precedenti.

Sintomi delle apnee notturne

I segnali più frequenti includono:

  • Russamento forte e persistente
  • Risvegli improvvisi con sensazione di soffocamento
  • Sonno agitato e non ristoratore
  • Stanchezza e sonnolenza durante il giorno
  • Mal di testa al risveglio
  • Difficoltà di concentrazione

Quali problemi possono causare

Se non curate, le apnee notturne possono aumentare il rischio di diverse patologie.

Problemi cardiovascolari

  • Maggiore rischio di ipertensione arteriosa
  • Aumento della probabilità di infarto miocardico
  • Possibile comparsa di ictus

Disturbi metabolici

Le apnee possono contribuire allo sviluppo o al peggioramento del diabete di tipo 2.

Problemi cognitivi e psicologici

  • Riduzione della memoria e dell’attenzione
  • Irritabilità e cambiamenti dell’umore
  • Maggiore rischio di ansia e depressione

Rischi nella vita quotidiana

La sonnolenza diurna aumenta il rischio di incidenti, soprattutto alla guida o sul lavoro.

Come si curano le apnee notturne

Il trattamento dipende dalla gravità del disturbo e dalle cause:

  • Cambiamenti nello stile di vita (perdita di peso, evitare alcol, migliorare la posizione durante il sonno)
  • Utilizzo della CPAP, un dispositivo che aiuta a mantenere aperte le vie respiratorie
  • Terapie odontoiatriche o interventi chirurgici nei casi più gravi

Quando rivolgersi a un medico

È importante consultare uno specialista se si presentano sintomi come russamento forte, stanchezza cronica o risvegli notturni frequenti. Una diagnosi precoce permette di evitare complicazioni e migliorare significativamente la qualità della vita.

lunedì 12 gennaio 2026

La depressione: un flagello che colpisce 322 milioni di persone nel mondo

 

La depressione è un disturbo dell'umore complesso e multifattoriale che colpisce milioni di persone in tutto il mondo. Si caratterizza non solo per tristezza persistente, ma per una costellazione di sintomi che influenzano pensieri, emozioni, comportamenti e funzionamento fisico.

Sintomi principali della depressione

· Umore depresso per la maggior parte del giorno

· Marcata diminuzione di interesse o piacere nelle attività (anedonia)

· Cambiamenti significativi nell'appetito e nel peso

· Disturbi del sonno (insonnia o ipersonnia)

· Agitazione o rallentamento psicomotorio

· Affaticamento o perdita di energia

· Sentimenti di autosvalutazione o colpa eccessiva

· Diminuita capacità di concentrarsi o prendere decisioni

· Pensieri ricorrenti di morte o ideazione suicidaria

Le cause della depressione

Fattori biologici

· Squilibri neurochimici: Alterazioni nei livelli di neurotrasmettitori come serotonina, noradrenalina e dopamina

· Fattori genetici: Familiarità e predisposizione ereditaria (il rischio aumenta se familiari stretti ne soffrono)

· Alterazioni ormonali: Fluttuazioni degli ormoni tiroidei, cortisolo o ormoni sessuali

· Cambiamenti cerebrali: Modifiche nella struttura e funzionamento di aree come l'ippocampo, l'amigdala e la corteccia prefrontale

· Malattie croniche: Condizioni come diabete, malattie cardiovascolari o neurologiche


Fattori psicologici

· Stili cognitivi: Tendenza al pensiero negativo, perfezionismo, autocrítica eccessiva

· Traumi infantili: Abusi, negligenza o perdite precoci

· Eventi stressanti: Lutti, separazioni, perdita del lavoro, traumi

· Fattori di personalità: Bassa autostima, tendenza al rimuginio, dipendenza dall'approvazione altrui

 Fattori ambientali e sociali

· Isolamento sociale: Mancanza di supporto sociale o relazioni significative

· Stress cronico: Condizioni lavorative o familiari persistentemente stressanti

· Fattori socioeconomici: Povertà, discriminazione, emarginazione

· Eventi di vita avversi: Malattie gravi, problemi finanziari, conflitti relazionali


La depressione non è una debolezza caratteriale o una scelta, ma una condizione medica seria che richiede attenzione professionale. Se tu o qualcuno che conosci mostra segni di depressione, è fondamentale cercare aiuto da professionisti della salute mentale.

La comprensione delle cause multifattoriali della depressione ha permesso di sviluppare trattamenti sempre più personalizzati ed efficaci, offrendo speranza a chi ne soffre.

domenica 4 gennaio 2026

Allergia al Nichel

 

Ecco una panoramica dettagliata sulle allergie alimentari, con un focus specifico sull'allergia al nichel, una delle forme più complesse e diffuse di reazione avversa agli alimenti.

Cosa sono le Allergie Alimentari
Sono reazioni anomale del sistema immunitario scatenate dall'ingestione di specifiche proteine alimentari (allergeni). La risposta è mediata dalle Immunoglobuline E (IgE) e i sintomi sono tipicamente rapidi (da pochi minuti a due ore). Esempi comuni sono le allergie a latte, uova, arachidi, crostacei.

L'Allergia al Nichel
L'"allergia al nichel solfato" è fondamentalmente una Dermatite Allergica da Contatto Sistemica (DACS). 

È atipica come allegia perché è una reazione cellulo-mediata (linfociti T) e la via principale di sensibilizzazione è il contatto cutaneo (bigiotteria, bottoni, forbici, cellulari).

I sintomi sistemici (anche gastrointestinali) compaiono quando il nichel viene ingerito con gli alimenti o l'acqua in individui già sensibilizzati per via cutanea.

I sintomi dell'Allergia Sistemica al Nichel possono comparire da 4 a 72 ore dopo l'ingestione e sono spesso subdoli e cronici.
 

Possono essere:

-Cutanei: Riacutizzazione dell'eczema (pomfo) dove si è già a contatto col nichel, orticaria, prurito generalizzato.
-Gastrointestinali: Gonfiore e dolore addominale, nausea, meteorismo, diarrea o stitichezza, afte. Spesso sovrapponibili a sintomi da colon irritabile.
-Sistemici: Malessere generale, stanchezza, cefalea, artralgie.
 

Diagnosi

1. Patch Test (Test Epicutaneo): È il gold standard. Si applica un cerotto con nichel solfato sulla schiena per 48-72 ore. Una reazione (eczema, arrossamento) conferma la sensibilizzazione.
2. Dieta di Eliminazione ed Esclusione: Dopo il patch test positivo, si procede con una dieta a bassissimo contenuto di nichel per 4-6 settimane. La scomparsa o netta miglioramento dei sintomi, seguita dalla loro ricomparsa con una "prova di scatenamento" (reintroduzione di cibi ricchi di nichel), conferma la diagnosi.

Alimenti Generalmente Sicuri / a Basso Contenuto di Nichel

1. Cereali e Farine

· Permessi: Riso bianco (meglio se brillato), riso integrale (con cautela, da testare), mais (polenta, farina di mais), quinoa, miglio, amaranto, grano saraceno.
· Farine: Farina di riso, di mais, di grano saraceno, di quinoa, fecola di patate.
· Attenzione: L'avena è spesso contaminata, meglio sceglierla biologica e testarla. Il grano/frumento (pasta, pane, cous cous) è a contenuto medio, solitamente tollerato in quantità moderate se non si è particolarmente sensibili.

2. Proteine Animali

· Tutte le carni fresche (manzo, maiale, pollo, tacchino, agnello).
· Tutti i pesci freschi (salmone, trota, merluzzo, etc.). Attenzione ai frutti di mare (crostacei e molluschi), spesso ricchi di nichel.
· Uova.
· Formaggi freschi e stagionati (es. mozzarella, robiola, parmigiano, pecorino).

3. Verdure


· La maggior parte delle verdure a foglia: Lattuga (soprattutto iceberg), cicoria, indivia.
· Crucifere: Broccoli, cavolfiore, cavolo cappuccio, cavolo rosso, cavoletti di Bruxelles (da testare, alcuni li tollerano, altri no).
· Altre: Zucca (tutte le varietà), zucchine, peperoni (soprattutto il verde), cetrioli, melanzane, radicchio, funghi coltivati, carote (con moderazione).

4. Frutta

· Agrumi (arance, mandarini, pompelmi, limoni).
· Frutti di bosco (mirtilli, more, lamponi, fragole - da testare individualmente).
· Uva, melone, anguria, pesche, albicocche, cachi.
· Attenzione: La frutta secca e quella disidratata (arachidi, noci, mandorle, nocciole, datteri, fichi secchi) è ricchissima di nichel e da evitare.

5. Grassi e Oli


· Tutti gli oli vegetali raffinati (olio extravergine di oliva, olio di semi di girasole, etc.) sono generalmente sicuri. L'olio extravergine spremuto a freddo può contenere tracce maggiori.
· Burro e strutto.

6. Bevande


· Acqua del rubinetto (controllare la provenienza, alcune acque minerali possono essere ricche).
· Caffè (massimo 1-2 al giorno, non è il caffè in sé ma l'acqua calda nelle macchine/caffettiere in acciaio).
· Tè (soprattutto il tè nero è ricco di nichel; preferire tè verde o bianco, meglio se in bustina di carta).
· Vino e birra (con moderazione).
· Da evitare: Cacao, cioccolato, liquirizia, tè in foglie lasciate in infusione a lungo.


Alimenti da EVITARE o Limitare Drasticamente (Alto Contenuto di Nichel)

· Legumi: Fagioli, lenticchie, piselli, ceci, soia e derivati (tofu, salsa di soia), fave.
· Frutta secca e semi: Noci, mandorle, nocciole, arachidi, semi di girasole, di sesamo, di zucca.
· Cacao e cioccolato: In tutte le forme, anche fondente.
· Cereali integrali in grandi quantità (specialmente avenia, segale).
· Pomodoro e derivati (concentrato, passata, ketchup), soprattutto se cotti in pentole di acciaio.
· Cipolla, aglio, scalogno, porro, asparagi, spinaci, bietole.
· Pesce in scatola (tonno, sgombro) e frutti di mare (cozze, vongole, gamberi).
· Lievito in polvere (lievito chimico per dolci), il bicarbonato di sodio è un'alternativa.
· Margarina.
· Alimenti in scatola in generale (il metallo della lattina cede nichel, soprattutto con cibi acidi).
· Alimenti industriali complessi che possono contenere oli vegetali idrogenati, legumi o soia.

Conclusioni

L'allergia sistemica al nichel è una condizione cronica ma gestibile. Richiede un approccio multidisciplinare (dermatologo, dietista) e una personalizzazione della dieta, poiché le soglie di tolleranza sono estremamente individuali. Con le giuste conoscenze e strategie, è possibile condurre una vita normale e ridurre significativamente l'impatto dei sintomi sulla qualità della vita.

venerdì 25 luglio 2025

L'obesità e i suoi problemi

 

L'obesità è una condizione medica caratterizzata da un eccessivo accumulo di grasso corporeo, che può avere gravi conseguenze sulla salute. Ecco i principali rischi associati all'obesità:


Malattie cardiovascolari

Ipertensione: L'eccesso di peso aumenta il carico sul cuore e la pressione sanguigna.
Cardiopatia coronarica: L'accumulo di placche nelle arterie può portare a infarto.
Ictus: L'obesità favorisce la formazione di coaguli e l'aterosclerosi.

Diabete di tipo 2

L'obesità causa resistenza all'insulina, portando a livelli elevati di zucchero nel sangue.

Problemi respiratori

Apnea notturna: Il grasso in eccesso può ostruire le vie respiratorie durante il sonno.

Sindrome da ipoventilazione: Ridotta capacità polmonare.

Malattie metaboliche

Sindrome metabolica: Combinazione di ipertensione, glicemia alta, colesterolo alto e grasso addominale.

Steatosi epatica (fegato grasso): Accumulo di grasso nel fegato che può evolvere in cirrosi.

Problemi articolari e muscoloscheletrici

Artrosi: Sovraccarico sulle articolazioni (ginocchia, anche, colonna vertebrale).
Mal di schiena cronico: Causato dal peso eccessivo.

Aumento del rischio di tumori

L'obesità è associata a un maggior rischio di sviluppare alcuni tumori, tra cui: Seno, Colon-retto, Endometrio, Pancreas, Fegato.

Complicanze in gravidanza

Diabete gestazionale, Preeclampsia, Parto prematuro

Problemi psicologici e sociali

Depressione e ansia a causa di stigma sociale e bassa autostima.
Isolamento sociale e difficoltà nelle relazioni.

Ridotta aspettativa di vita

L'obesità grave può ridurre l'aspettativa di vita fino a 10 anni.
 

 Prevenzione e trattamento


-Dieta equilibrata, (riduzione di calorie, zuccheri e grassi saturi).
-Attività fisica regolare, (almeno 150 minuti a settimana).
-Terapia comportamentale, per modificare lo stile di vita.
-Farmaci o chirurgia bariatrica, nei casi più gravi.

L'obesità è un problema complesso che richiede un approccio multidisciplinare. Se sei in sovrappeso, consultare un medico o un nutrizionista può aiutarti a gestire i rischi e migliorare la tua salute.

mercoledì 2 aprile 2025

Perché il COLESTEROLO ha in antipatia il cuore



Il colesterolo, depositandosi sulla parete interna delle arterie e in particolare, delle arterie del cuore determina, la formazione della placca aterosclerotica.

Questo processo si instaura lentamente in un modo abbastanza subdolo, quasi sempre si presenta in maniera poco evidente con pochi o addirittura assenti sintomi.

Se il soggetto è un diabetico i rischi di un infarto sono molto alti indipendentemente dal colesterolo totale del soggetto, perché in questo caso è il diabete il veicolo che trasporta quel poco colesterolo così detto cattivo (LDL) nelle coronarie che, otturate, non svolgono più la funzione di irrorare il tessuto cardiaco e predispone all’infarto del miocardio. 

Questo processo legato all’invecchiamento si chiama aterosclerosi, ma fortunatamente si può controllare purché alla base vi siano corretti abitudini alimentari e un sano stile di vita, caratterizzato, oltre che dal mantenimento dei valori del colesterolo nel sangue anche dal controllo della pressione arteriosa, dall’eliminazione del vizio del fumo e della  sedentarietà che deve essere eliminata, oltre alla riduzione dell’alcol e dello stress in generale. 

Quali sono i termini che dobbiamo sapere per regolarci nell’abbassamento del colesterolo? 

Il colesterolo è un lipide termine scientifico che usano medici e chimici nel classificare o nell’indicare i grassi. Quelli più importanti che troviamo nel sangue, sono i trigliceridi ed il colesterolo. Il colesterolo è importante perché entra nella formazione delle cellule, nella sintesi di alcuni ormoni e diventa pericoloso quando supera certi livelli nel sangue innescando un processo che comporta un invecchiamento delle arterie che perdono una funzione importante ovvero l’elasticità.

Aterosclerosi: è la malattia vera e propria che ci riscontra già nei giovani di vent’anni col tempo la malattia progredisce anche se il soggetto non avverte alcun disturbo. 

Negli anni 60- 70 negli Stati Uniti d’America si riscontrò che moltissimi giovani di età compresa fra i 16,18,20 anni, improvvisamente morivano d’infarto, il problema divenne tale che cominciarono degli studi e nelle autopsie si riscontrava un cuore vecchio come uno di un ultrasettantenne.

Gli studi epidemiologici portarono ad una semplice considerazione che  era il sistema di vita di questi giovani basato su una alimentazione “scorretta”, ossia molto ricca di grassi cosiddetti saturi provenienti da carne rossa, fritture con burro margarina, alcool, assenza di attività fisica, alimentazione ricca di quel colesterolo chiamato LDL (liproteina a bassa densità) e soprattutto di una frazione di queste che si definiscono  LDL ossidate che si depositano nel cuore e a lungo andare provocano l’infarto del miocardio che è il tessuto muscolare  del cuore. 

Il colesterolo totale è fatto da frazioni diverse di lipidi, ossia il colesterolo HDL che significa ad alta densità è quello che viene definito buono perché ha la funzione dello spazzino che pulisce le incrostazioni di colesterolo cattivo l’LDL che si attacca internamente alle arterie come un tubo incrostato di calcare che non fa defluire correttamente l’acqua. 

L'accumularsi nelle arterie dà luogo alla placca aterosclerotica. Ultimamente è stato formulato dagli studiosi del problema l’ipotesi che “piccole gocce di grasso”, formato da colesterolo LDL si introducano nelle arterie fine della più tenera età addirittura pochi anni di vita, che determinano le prime lesioni aterosclerotiche chiamate strie lipidiche.

Infatti l’incrostazione della placca restringe il diametro dei vasi e fa arrivare meno sangue sia al cuore che al cervello esponendo al rischio di infarto e ictus; d’altra parte rendere meno elastiche le pareti delle arterie con il rischio di un grave danno che comporta l’aumento della pressione arteriosa. 

Il dato preoccupante è che un elevato valore di colesterolo non può determinare tutto ciò ma sono le LDL elevate, quelle ossidate a generare il problema, con un HDL basso (il cosiddetto colesterolo buono) a provocare i danni al nelle arterie cioè a favorire la formazione delle lesioni nelle arterie e soprattutto la loro progressione.  Attenzione però, non è solo ciò, a tale situazione si aggiungono anche altri fattori di rischio che sono il fumo, il diabete. l’ipertensione, l’obesità, la vita sedentaria, che amplificano il rischio di infarto. 

Qual’ è il valore ottimale della colesterolemia? Il valore ottimale deve essere generalmente, per il colesterolo totale, inferiore ai 150 per un soggetto sano con valori di LDL a 120 mg/dl e per il colesterolo HDL ideale è per valori intorno ai 70 mg. 

Per un soggetto infartuato le LDL devono essere massimo 50 mg/dl, e per l’HDL maggiore di 50. Il nostro cuore è una magnifica macchina muscolare capace di pompare oltre 7000 litri di sangue al giorno e come tutti i muscoli ha bisogno di trarre dal sangue ossigeno ed energia. 

Questo sangue viene distribuito attraverso le arterie coronarie  in tutto l’organismo, però se questi vasi si chiudono la pompa cuore rischia di fermarsi per mancanza di carburante e se il sangue non arriva alle cellule, il muscolo cardiaco fa fatica a compiere il suo lavoro provocando dolori che partono dietro lo sterno e salgono alla spalla sinistra, allo stomaco, al braccio sinistro, sono  dolori anginosi e sono sintomi premonitori, e mancando ossigeno ed energia le cellule del muscolo cardiaco muoiono e si dice vanno in necrosi per mancanza delle sostanze nutritive e di ossigeno. Il cuore si ferma in maniera anche irreversibile questo si chiama “Infarto del miocardio”.

L’arteriosclerosi oltre all’infarto combina altri guai infatti può colpire il più grosso vaso che abbiamo nel nostro organismo che si chiama Aorta dove si creano pericolosi “aneurismi” che sono rigonfiamenti del vaso (la camera d’aria di una gomma di una bicicletta quando si forma una bolla) che può rompersi in altri casi si possono avere le trombosi cioè sangue non defluisce e provoca provocare un trombo (che è un ammasso di globuli rossi, piastrine globuli bianchi una specie di pallina) che oltre ad arrivare al cuore, può arrivare al cervello e causare in un ictus oppure il sangue non arriva poco o del tutto agli arti inferiori, causando  dolori e la mancanza di sangue all’estremità provoca la cancrena agli arti col rischio di una amputazione. 

Lo stesso dicasi se il sangue non arriva al cervello si hanno vertigini, turbe della memoria e nel caso più grave l’ictus cerebrale. È chiaro che tutto questo avviene soprattutto grazie al colesterolo ma ci sono anche altre cause ma è importante tenerlo a bada. 

Dagli studi epidemiologici se si escludono i tumori nel loro complesso, l’impatto di un valore alto rappresenta la prima causa di morte in Italia, colpisce sia gli uomini che le donne e gli uomini ne sono più colpiti in età più precoce. Il numero di infarti nel nostro paese è aumentato dalla fine della seconda guerra mondiale fino agli anni 70 in correlazione con il boom economico ossia l’industrializzazione e con il cambio delle abitudini alimentari. 

Ricordo che nel nostro paese quando negli anni 60-70, le malattie cardiache erano rare e il discorso si fa chiaro guardando le abitudini alimentari. All’epoca si faceva uso di molte verdure, di poca carne rossa sostituita da legumi, frutta e olio extravergine di oliva che è una delle componenti essenziali contro il colesterolo LDL ed è ricco di HDL questo ci dice che non c’erano all’epoca prodotti alimentari ultra processati che acquistiamo nei supermercati non c’erano conservanti, coloranti chimici, anti ossidanti eccetera; non c’erano cibi con olio di Palma o di colza che sono ricchi di grassi saturi ovvero colesterolo LDL.

Se impariamo a leggere le etichette quando compriamo del cibo nei supermercati e troviamo olio di Palma olio, di colza che è il peggiore, additivi a base di zuccheri raffinati, non comprateli sono dannosi alla salute. 

C’è un problema che ora e mi piace sottolinearlo, siamo in un paese che fa parte dell’Europa dove ci sono persone o pseudo tali che hanno messo in dubbio addirittura “LA DIETA MEDITERRANEA”, addirittura passandola per cancerogena; della pericolosità del vino che può causare il cancro (è vero per gli alcolizzati) ma non per il whisky (che è un super alcolico che causa cirrosi epatica, ulcere, eccetera). 

Ricapitolando l’aumento del colesterolo può essere derivare da:

-cattiva alimentazione

-l’ipertensione arteriosa

-il fumo delle sigarette

-l’obesità

-il diabete

-lo stress

-l’eccesso di alcol 

-la sedentarietà. 

mercoledì 26 marzo 2025

PRIMAVERA POLLINI & ALTRE ALLERGIE

 

E’ PRIMAVERA ARRIVANO I POLLINI

L’immunologia è quella scienza che studia tutti i processi di difesa dell’organismo contro l’aggressione o il contatto con sostanze estranee. Una risposta immune avviene ogni volta che un antigene sostanza estranea capace di provocare una risposta immune, viene a contatto con un anticorpo, sostanza che reagisce specificatamente con un antigene 

Qual è la risposta di questa reazione: è quella di eliminare, distruggere, o neutralizzare l’antigene. L’allergologia virgola che è una branca della immunologia, studia specificatamente qu este reazioni che che l’organismo l’organismo manifesta quando viene a contatto con particolari sostanze quali gli allergeni: antigeni capaci di provocare una reazione allergica. Il termine allergia definisce un tra virgolette modo diverso di reagire inteso nei termini di ipersensibilità. 

Il significato di allergia deve essere inteso esclusivamente nel senso di iperattività immunitaria specifica verso sostanze, innocuo per soggetti normali, le quali determina nei soggetti divenuti reattivi, specifiche reazioni immunitarie, responsabili delle manifestazioni cliniche. Nella allergia vi è soltanto un aumento della normale sensibilità ad una sostanza che è ben differenziata ed alterata da quella normale. 

Le malattie allergiche sono notevolmente frequenti ed in continuo aumento probabilmente in rapporto ai fattori ambientali come ad esempio per le allergie da pollini che risentono del riscaldamento globale. Infatti la primavera risente molto dal riscaldamento globale, bastano solo 10 giorni di mancanza di gelate d’inverno per allungare di oltre un mese la stagione dei pollini. 

Si ha un anticipo di circa due settimane della primavera e quindi della fioritura e della produzione dei pollini che vengono trasportati dal vento e quindi inalati. L'allungamento del Vento e conseguente durata della produzione di polline, più o meno dello stesso periodo per l’autunno.

Quindi sono periodi in cui si hanno sintomi decisamente spiacevoli come naso che cola, occhi rossi, infiammazione, starnuti, conseguenze dovute alla presenza nell’aria di pollini che causano appunto queste allergie e che colpiscono una vasta fetta di persone.

Si parla in Italia di circa 10 milioni di italiani che ne soffrono e in particolare colpisce i  bambini asmatici e gli anziani particolarmente sensibili o con problemi respiratori. Allora l’aumento della temperatura e la mancanza di giornate senza gelo, fenomeno sopra citato di riscaldamento climatico, provoca uno stravolgimento del calendario dei pollini.  

Le piante con temperature calde, crescono e rilasciano i pollini che provocano allergie, che si prolungano non solo in primavera ma anche in autunno con l’effetto di un aumento complessivo della durata della stagione dei pollini di oltre un mese e mezzo. Le malattie allergiche, (comprendono anche l’asma) sono la patologia più comune e in continuo aumento. Il dibattito sulle cause di questo continuo incremento delle allergopatie è sicuramente aperto a vari ipotesi interpretative 

Difatti i fattori sono l’inquinamento ambientale, che aggrava i sintomi allergici ed aumenta la risposta immunitaria l’Ozono, che determina la comparsa di sintomi respiratori a livello bronchiale, il traffico urbano soprattutto dei grandi centri a causa del rilascio del particolato nelle automobili sia diesel che a benzina, lo smog ecc. ecc. 

Esiste una chiara correlazione tra gradi di esposizione allergenica e sviluppo di sensibilizzazione. Infatti molti studi hanno evidenziato che alti livelli di allergeni inducono una elevata prevalenza di soggetti sensibilizzati come ad esempio dagli acari (dermatofagoidi) o acari derivanti dalla la presenza di animali domestici in casa (forfora, peli di cani e di gatti) che sono responsabili dell’incremento di queste malattie allergologiche. 

Altri fattori sono il fumo di tabacco che determina lo sviluppo di allergie con sintomi respiratori, l’inquinamento domestico caratterizzato da un ambiente chiuso con tasso di umidità elevato, condizioni che favoriscono il ristagno di inquinanti legate al fumo alle cucine a gas eccetera. 

In allergeni domestici lo stile di vita dovuta alle molte ore trascorse in ambienti più o meno confinati che sono spesso inquinati e con alti livelli di allergie. 

Altri fattori sono quelli personali, la nutrizione soprattutto, dove vari fattori alimentari possono favorire lo sviluppo di allergie quale l’assunzione di cibi ultra processati, additivi, scarso consumo di vitamine, acidi grassi insaturi scarso utilizzo della dieta mediterranea.

Gli allergeni possono essere classificata in maniera diversa a seconda della loro origine:

Allergeni da inalazione: i pollini, i dermatofagoidi ed altri parassiti presenti nelle polveri ambientali derivati da origine animale, forfora, peli eccetera, spore fungine più raramente anche da farmaci che possono raggiungere l’organismo per via  inalatoria ad esempio per via aerosolica. Gli allergeni da inalazione, danno luogo nella grandissima maggioranza dei casi, a manifestazione clinica a carico delle vie respiratorie soprattutto rinite allergica (naso che cola) ed asma bronchiale.

Allergene da ingestione :alimenti di origine animale o vegetale sostanze chimiche diverse e farmaci. Gli alimenti che provocano più frequentemente manifestazioni a carico della cute e delle mucose come a orticaria o angioedema, ma possono dar luogo anche a sindromi gastrointestinali, respiratori o a  carico di altri apparati. 

Analogamente i farmaci, che oltre a condizioni morbose e sistemi, che possono causare shock allergico, od anche dar luogo a manifestazioni cliniche più varie soprattutto cutanee  eruzioni ponfoidi, eritematose, papule, respiratorie come sindromi bronco-asmatiche, rinite allergica ed ematologiche come immunocitopenie.

 Allergeni da iniezione e da puntura sono manifestazioni allergiche determinate dalla somministrazione di farmaci per via intramuscolare, o da quelle prodotte da punture di insetti come api e vespe e calabroni ,possono dar luogo a reazione locale generale anche di tipo di shock dovuta a sensibilizzare alle varie sostanze allergeniche presenti nei veleni stessi in particolare a soggetti esposti per motivi professionali come apicultori, e agricoltori.

Allergeni da contatto: sono sostanze chimiche diverse come cosmetici ,farmaci per uso topico, sostanze di origine vegetali, metalli come nichel che è presente in bigiotteria o in protesi (ginocchio, anca....)

LA POLLINOSI

Le pollinosi sono prevalenti sono dovute alle GRAMINACEE, PARIETARIA (Mix erbe), CIPRESSO,OLIVO,BETULLACEE,NOCCIOLO (Corylacae) COMPOSITE.

Tenendo conto della stagionalità dei pollini si hanno pollinosi pre-primaverili, primaverili-estive, estivo-autunnali. Le graminacee r la Parietaria (erba dei muri abbandonati) sono le più diffuse e posso esistere da in mono sensibilizzazione o associa in poli sensibilizzazione  insieme o con pollini arborei .L’olivo soprattutto nelle zone meridionali e insieme alla Parietaria, ha un periodo che inizia nel mese di Marzo e dura fino all’autunno.

ACARI

Gli Acari della polvere causano asma bronchiale e sono i Dermatophagoides (D1) sono presenti nei materassi di lana, (non in quelli di lattice) e si nutrono di scaglie di pelle morta, di residui alimentari.

Dermatophagoydes farinae(D2) acaro della farina, Dermatophagoydes microceras. Questi acari si trovano nei tappeti,nei tendaggi e dove c’è molta polvere.Chi ha una allergia agli acari deve eliminare i tappeti e i tendaggi e i materassi di lana. 

Altro tipo di acari da tenere particolarmente attenzionato è l’ARGAS REFLEXUS (la Zecca del Piccione) che ha un alto potere allergenico, che può  causare uno shock nei soggetti che subiscono diverse punture, sono molto resistenti e si stanno diffondendo visto l’alto numero di piccioni che circolano nei nostri paesi.

MICETI

I Miceti sono i funghi, nell’allergia da funghi l’allergene può essere la spora, l’antigene fungino presente nell’alimento, il fungo presente nel corpo come la Candida albicans. Nelle malattie respiratori il fungo ASPERGILLUS provoca l’Aspergillosi broncopolmonare allergica.

ALIMENTI

Le allergie alimentari si manifestano con ipersensibilità mediata-gastrointestinale ovvero Gastroenterite oppure l’alimento provoca la sindrome allergica orale (gonfiore delle labbra).

Manifestazioni cutanee tipica dell’Orticaria ed angioedema. Dermatite Atopica.

Manifestazione Respiratorie: Broncospasmo acuto, Asma (può presentarsi il rischio di anafilassi).

ALLERGENI DA CONTATTO

Le sostanze che possono dare allergie sono numerose e danno dermatite allergiche, vi sono metalli come il NICHEL,CROMO, Cosmetici, Fibre Tessili (Poliestere, lana). Detersivi, Farmaci per uso topico, Sostanze Vegetali.

ESAMI DEL SANGUE

DOSAGGIO DELLE IgE Totali (Prist)

Questo prelievo del sangue dosa la quantità di anticorpi IgE presenti nel siero di una persona allergica.

DOSAGGIO DELLE IgE Specifiche (Rast)

Il dosaggio delle IgE specifiche nel sangue permette di individuare e dosare l’allergene di un determinato presente nell’alimento. Vi sono alimenti che hanno allergeni che sono molto reattivi ad esempio latte, farina, pomodori, crostacei, pesce, fragole, ecc).

INTOLLERANZE ALIMENTARI: Dosaggio delle IgG degli alimenti.generalmente 102

 

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