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martedì 21 ottobre 2025

Bere troppi caffè sforza vescica e prostata

 

Perché i professionisti intelligenti fanno affidamento sulla caffeina

Per milioni di professionisti, la caffeina è una necessità quotidiana: caffè, tè, bibite gassate ed energy drink forniscono una carica di energia, una maggiore concentrazione e una maggiore produttività. Infatti, due terzi degli adulti bevono caffè ogni giorno, un livello che è il più alto degli ultimi due decenni.

Lo sforzo nascosto su vescica e prostata

La caffeina influisce sul sistema urinario in diversi modi chiave:

Effetto diuretico e urgenza: la caffeina favorisce la diuresi e abbassa la soglia sensoriale per il riempimento vescicale, causando un'urgenza precoce e una maggiore frequenza della minzione, particolarmente rilevante per le persone con sintomi del tratto urinario inferiore (LUTS) o vescica iperattiva (OAB).

Stimolazione del muscolo detrusore: nei pazienti con instabilità del detrusore, è stato dimostrato che la caffeina aumenta la pressione del detrusore durante il riempimento.

Impatto dose-dipendente sul rischio di iperplasia prostatica benigna (IPB): recenti ricerche suggeriscono che un elevato consumo di caffeina può aumentare il rischio di iperplasia prostatica benigna (IPB) attraverso meccanismi come la stimolazione simpatica, i cambiamenti ormonali, l'infiammazione, lo stress ossidativo e i disturbi del sonno. In uno studio, i bevitori ad alto consumo presentavano un rischio significativamente maggiore di IPB (OR = 1,52) rispetto ai gruppi a basso consumo.

Insieme, questi effetti possono esacerbare i problemi urinari esistenti, anche se la caffeina non ne è la causa principale.

Perché il caffè può rendere la minzione più difficile e come si confronta

Gli studi dimostrano costantemente che la caffeina può peggiorare i sintomi del tratto urinario inferiore negli uomini con IPB o vescica iperattiva. Sebbene le prove interventistiche siano più forti nelle donne, è ampiamente riconosciuto che la caffeina aumenti l'urgenza e la frequenza urinaria.

Altri irritanti comuni includono:

L'alcol, un altro diuretico, rilassa i muscoli della vescica e può causare uno svuotamento incompleto.

I cibi piccanti, in particolare la capsaicina del peperoncino, possono irritare la mucosa vescicale e aumentare l'urgenza urinaria negli individui sensibili.

La caffeina è spesso in cima alla lista degli irritanti urinari perché combina l'aumento della produzione di urina con effetti diretti sulla muscolatura della vescica e sulla dinamica della prostata.

Scelte più intelligenti per gli amanti del caffè

Non devi rinunciare completamente alla tua bevanda preferita. Prova queste strategie:

-Scegli il momento giusto: evita la caffeina nel tardo pomeriggio o la sera per ridurre la nicturia e le frequenti visite al bagno.

-Esplora le alternative: tisane come camomilla o rooibos e altre bevande senza caffeina possono lenire senza irritare.

-Ascolta il tuo corpo: tieni un diario dei sintomi per monitorare quando i problemi urinari si riaccendono. Se la caffeina gioca spesso un ruolo, ridurne l'assunzione o passare al decaffeinato può essere d'aiuto.

In conclusione

Se riscontri ingrossamento della prostata, difficoltà a urinare o frequenti necessità di andare in bagno, la caffeina potrebbe peggiorare i sintomi. La moderazione, e probabilmente non l'eliminazione, è solitamente l'approccio migliore. Tuttavia, se i sintomi persistono, consulta un urologo per indagare sulle cause sottostanti e individuare trattamenti di supporto.

giovedì 9 ottobre 2025

La trappola nascosta dello zucchero

 

La verità sullo zucchero: ciò che gli studenti di medicina imparano e che la maggior parte delle persone non sa.

Il professore entrò in aula, prese una bustina di zucchero dal tavolo e disse:

"Questo... è sia il carburante preferito del tuo corpo che il suo peggior nemico".

Tutti risero. Ma alla fine della lezione, nessuno  rideva più.

Lo zucchero non è solo una questione di calorie: è una questione di chimica, ormoni, dipendenza e stile di vita. E quello che abbiamo imparato a lezione, la maggior parte delle persone al di fuori del campo medico non lo sente mai.

Lo zucchero sembra innocente: dopotutto, ci dà energia. Il glucosio alimenta il nostro cervello e i nostri muscoli. Ma il problema inizia quando ne consumiamo più di quanto il nostro corpo possa gestire.

L'insulina del nostro corpo è come un insegnante severo: gestisce i livelli di glucosio e mantiene tutto in equilibrio. Ma quando lo zucchero arriva costantemente – attraverso bibite gassate, dolci e zuccheri "nascosti" negli alimenti trasformati – l'insulina continua a lavorare a pieno ritmo. Alla fine, le cellule smettono di ascoltarla.

Questa è la resistenza all'insulina, il primo passo verso il diabete di tipo 2.

La maggior parte delle persone pensa che il diabete sia dovuto solo a "troppi zuccheri". Ma invece è una reazione a catena che coinvolge ormoni, cellule adipose e persino il cervello. Lo zucchero influenza il funzionamento degli ormoni della fame (grelina e leptina), il che significa che più si mangia, più si desidera.

Lo zucchero può attivare le stesse aree cerebrali delle droghe che creano dipendenza come la cocaina. Sembra drammatico, ma è vero. Ogni volta che si mangia zucchero, il cervello rilascia dopamina, la sostanza chimica del "benessere". Col tempo, il cervello sviluppa tolleranza. Hai bisogno di più zucchero per ottenere lo stesso piacere.

Qualche paziente dice: "Dottore, non mangio nemmeno dolci, ma i miei livelli di zucchero sono alti!"

Alla fine si scopre che nella sua dieta si trovano i veri colpevoli: i cereali mattutini, lo yogurt alla frutta "sano", il succo di frutta in bottiglia e il ketchup.

La maggior parte delle persone non si rende conto di quanti alimenti contengano zuccheri nascosti. Ad esempio:

1 cucchiaio di ketchup = 1 cucchiaino di zucchero

1 lattina di soda = 9-10 cucchiaini

1 vasetto di yogurt aromatizzato = 6-7 cucchiaini

Anche il "pane integrale" può contenere zuccheri aggiunti

Nel leggere le etichette, tutto ciò che termina in "-osio" (come fruttosio, saccarosio, destrosio) è zucchero travestito.

Nulla è puramente buono o cattivo. Lo zucchero non è veleno. Il tuo corpo ha bisogno di glucosio per sopravvivere. Il problema è la dose.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda che solo il 5-10% delle calorie giornaliere provenga da zuccheri aggiunti. Per un adulto medio, questo equivale a circa 25 grammi, ovvero 6 cucchiaini, al giorno.

Eppure una persona media ne consuma tre volte tanto senza rendersene conto. 

Lo zucchero non è cattivo, ma l'ignoranza sì.

Il vero pericolo non sta nel dessert occasionale, ma nelle dosi giornaliere che non notiamo nemmeno: quel "poco" che si somma.

Quindi la prossima volta che ti concedi uno spuntino zuccherato, ricorda: non stai solo nutrendo le tue papille gustative, stai allenando i tuoi ormoni, il tuo cervello e le tue abitudini future.

Lo zucchero può essere dolce, ma la conoscenza è più dolce.

 

lunedì 2 giugno 2025

L'oliva CORATINA cosa ha di SPECIALE?


Sono numerosi gli studi e le ricerche scientifiche che confermano gli effetti benefici dell’Olio Extra Vergine di Oliva, l’olio di Coratina è però in cima alla classifica. 

La Nutraceutica (ovvero la scienza che utilizza la nutrizione e la farmacologia praticamente il cibo che si comporta anche da farmaco), secondo l’EFSA (European Food Safety Authority) stabilisce che un olio EVO contenga almeno 350 mg /kg di composti fenolici per poterlo definire nutraceutico, il quantitativo rilevato generalmente nella Coratina, è di 700/1000 mg/kg.

La Coratina è dunque la cultivar in cui sono presenti composti naturali, polifenoli, vitamine, grassi insaturi, tanto che possiamo affermare che quest’ olio è importante per il nostro organismo.

I polifenoli sono antiossidanti naturali, di cui la coratina è ricchissima, sono molecole fitochimiche che si trovano nella polpa dell’oliva di Coratina e raggiungono il picco quando si estrae l'olio quando l'oliva e nel grado di maturazione di invaiatura ossia e di color verde violetto.

Grande attenzione deve essere posta nella raccolta e di Frantoi che utilizzano delle moderne tecnologie di estrazione e che devono entro max 24 ore dalla raccolta, provvedere all’estrazione dell'olio, previo lavaggio delle olive, con frangitori a martello non più molazze, gramolatura ed estrazione e separazione dall'acqua e sansa a temperatura che non deve superare mai i 30° la cosiddetta estrazione a freddo. 

Così, i polifenoli si trasferiscono nell’olio. I polifenoli svolgono delle azioni importantissima per la nostra salute:

A cosa servono? quale funzione svolgono nel nostro organismo?

-Essi combattono il colesterolo “cattivo” ovvero la frazione del colesterolo LDL -Proteggono il sistema cardiovascolare,

-Contrastano l’invecchiamento cellulare, proteggono sia le cellule del corpo dai danni dei radicali liberi che sono autentici killer.

-Da studi recenti, riducono il rischio di sviluppare patologie e malattie degenerative del sistema nervoso come l'Alzheimer, non solo ma combattono anche la formazione di cellule cancerogene.

Nella coratina c'è un polifenolo molto speciale si chiama OLEOCANTALE:

L'oleocantale è un composto presente in abbondanza nell'oliva coratina, da all'assaggio un pizzicore alla gola ed anche delle note di amaro, e sentore di carciofo; le proprietà dell'oleocantale sono antinfiammatorie e antiossidanti, ha la stessa funzione del un composto farmaceutico chiamato ibuprofene, infatti da quest'olio si ricava un farmaco che è un potente antinfiammatorio il "brufen".

Addirittura, negli Stati Uniti l'olio della coratina viene venduto in farmacia in confezione da 100 ml, perché viene ritenuto un farmaco naturale, antiossidante ed antinfiammatorio per la presenza appunto dell'olio cantale che insieme agli altri polifenoli, proteggono il nostro corpo da agenti esterni fungendo da antinfiammatori e antivirali.

L'olio di oliva è molto ricco di acidi grassi monoinsaturi in particolare quello che si chiama acido oleico grazie a questa sua caratteristica ed alla particolare composizione in acidi gassi è uno dei condimenti migliori per il monitoraggio dei livelli del colesterolo cattivo LDL, nel sangue l'acido oleico riduce questi livelli di questo colesterolo senza intaccare la frazione del colesterolo buono che è la frazione HDL.

Purtroppo non tutti gli oli in vendita sono veri extravergini; vi sono molte truffe che, a parere mio, "sono permesse". Il consiglio è di comprare oli da ditte serie, affidabili. Diffidate dal comprare olio che è in vendita in bottiglie trasparenti a 2 o 3 euro al litro! Questo è un olio raffinato o deodorato ossia viene tolta la puzza del rancido o della morchia mediante l'aumento della temperatura o con procedimenti chimici, l'olio ottenuto è bianco trasparente come l'acqua e lo si colora con clorofilla che sembra essere cancerogena. Questo pseudo olio non ha polifenoli, vitamine, acidi grassi.

Quanto olio EVO si può consumare al giorno? il minimo è 20 grammi (corrispondenti a 2 cucchiai) dai 20 ai 40 grammi che sono 4 cucchiai.  40 grammi è il massimo che si può utilizzare soprattutto quando si consuma un olio con un alto grado di polifenoli oppure in quei casi in cui  si devono sfruttare le proprietà antinfiammatorie ed antiossidanti.

Per friggere bisogna usare sempre l'olio extravergine di olivo del tipo coratina perché l'olio della coratina ha il più basso punto di fumo nelle fritture. L'olio di semi è quello che ha il più alto punto di fumo ed è quello che danneggia molto il sistema circolatorio perché si formano composti acrilici che sono molto dannosi per il nostro organismo, soprattutto per il sistema cardiocircolatorio e per il sistema epatico.

Come fare il carico di polifenoli? 

La Coratina è un vero e proprio elisir per la nostra salute!

Concludo con i versi di Tonino Bello

 

Olio fluente che sembra gemere ancora

sotto la stretta dei frantoi ...

Olio che inonda ,come gli antichi trappeti,

tinozze di legno con carico di tristezze.

 

 

giovedì 29 maggio 2025

L'oliva "Coratina" e la sua storia


 “Cantami o diva della secolar pianta dell'ulivo della coratina” - 

Così il sommo poeta invocò la musa dopo aver assaporato su una fetta di buon pane "bruschettato" intinto di oro verde di olio della coratina.

Nelle diverse varietà nel panorama delle olive pugliesi, le cultivar di ulivi distribuiti geograficamente dal Gargano al Salento nelle sei province tutte con cultivar diverse e oli diversi. Basti pensare dal Nord Barese (Andria, Corato, Bisceglie, Trani, Barletta, San Ferdinando Di Puglia, Cerignola, Ortanova, fino a Foggia) oltre  l'80% dell'olio prodotto è Extravergine il cui acronimo è EVO (Extra Vergin Oil).

L'oliva coratina prende il nome dalla città di Corato, un paese in provincia di Bari la cui origine è molto antica.

L'origine della pianta dell'ulivo oléa europea è l'oleastro i primi rilevamenti fossili datano a qualche millennio di anni fa l'origine della pianta uno storico greco Erodoto riteneva che solo ad Atene e nessun altro posto ci fossero gli ulivi.

Secondo la mitologia greca fu la dea Atena a piantare il primo ulivo albero che avrebbe dato col suo succo a tutti gli uomini un succo meraviglioso per i Greci. Infatti l'ulivo era una pianta sacra a tal punto che se qualcuno lo sradicava o lo danneggiava era punito con l'esilio.

Nel neolitico siamo a 5000 anni a. C. si trovano in terra di Puglia nei paesi di Torre a mare e sud di Brindisi le piante le prime piante di ulivo che attestano che già a quell'epoca si coltivavano e già da allora l'alimento era di importanza fondamentale per gli uomini della Puglia.

Alcuni ritrovamenti sono stati fatti per dei reperti con scene di raccolta e produzione di olive su alcune monete che raffigurano foglie e rami d'ulivo, monete coniate a Messina Taranto e Crotone.

I Romani facevano largo uso di olio, perché avevano imparato a utilizzarlo per la cura del corpo, uomini, donne, grandi, piccini, malati e sani tutti usavano l'olio anche diverse volte al giorno; veniva utilizzato come detergente o come unguento facendo degli infusi con foglie di fiori o di piante profumate. L'olio era anche utilizzato anche come mezzo di illuminazione per lampade e lucerne e di questo si ha testimonianza di navi affondate nei mari del Mediterraneo.

I Latini dicevano "olia prima omnium arbrum est" l'ulivo è il primo di tutti gli alberi. Uno dei più grandi esperti dell'agricoltura di quei tempi un certo Columella, coniò questa frase, anche la Bibbia una delle fonti più antiche ci parla dell'esistenza dell'ulivo nella Genesi. Infatti si narra che Noè approdato sul Monte Arat dopo il diluvio universale, fece uscire dall'arca una colomba che tornò a lui sul far della Sera con un ramoscello di ulivo in bocca nel becco.

Tucilide altro storico greco, addirittura ci dice che i popoli del Mediterraneo cominciarono ad uscire dalla barbarie quando cominciarono a coltivare l'ulivo e la vite.

L'ulivo è stato introdotto a partire dall'ottavo secolo a.C. con la colonizzazione greca dell'Italia meridionale in quella zona chiamata Magna Grecia e che saranno poi i romani a divulgare e a diffondere in tutto l'impero la coltivazione dell'ulivo il quale finirà di assumere un ruolo sempre più importante per l'economia dell'impero.

La Puglia è la prima Regione come numero di piante e come produzione di olio in Italia.

Nel prossimo articolo si parlerà di cosa ha di ha di speciale l’oliva coratina.

mercoledì 23 aprile 2025

I cibi ultraprocessati sono SICURI?

 
Secondo la definizione scritta dalla Direttiva del Consiglio 89/107/CEE un additivo alimentare è:

Qualsiasi sostanza che aggiunta intenzionalmente ai prodotti alimentari nelle fasi di produzione, trasformazione, preparazione, trattamento, imballaggio, trasporto o immagazzinamento degli alimenti, si possa ragionevolmente presumere che diventi un componente di tali alimenti.

Gli additivi naturali o artificiali sono costituenti di molti prodotti alimentari industriali. Questi prodotti per lo più chimici, cosiddetti “estetici” che non hanno nessun valore nutrizionale, ad esempio colorano di rosso la carne, i salumi, con i nitriti e i nitrati, che sotto la luce fluorescente del bancone frigo, li fa apparire rossi come se la carne fosse stata macellata da pochi giorni. 

Altro uso di questi prodotti ossia i nitriti e i nitrati è che sono pericolosi per la salute perché sono, ad alte dosi, cancerogeni.

Gli additivi inoltre, hanno la funzione di prolungare la data di scadenza, a volte anche  di mascherare con inganno alcuni ingredienti di alto valore nutritivo con materiale piuttosto scadente. 

Eclatante il caso di alcune insalate di mare, vendute in vaschetta nel banco frigo di alcune GDO (grosse catene della grande distribuzione  dei super e ipermercati) dove spesso presentano in una insalata di mare,  un gambero o una mazzancolla, che è un” Transgender” ovvero non ha nessuna parentela sia con i gamberetti e sia con una mazzancolla. E' frutto di una alchimia magica.

Il pesce è realizzato da scarti di merluzzo, fasciato con delle strisce rosse, colorate con una dose abbondante di addensante, strisce che facilmente si staccano, cosa che nel gambero o nella mazzancolla non avviene perché la fascia è integrata  con la parte  bianca dell’animale chimicamente. Si tratta di un addensante  della classe E 432 e successivi E 433 ecc. Il costituente è un composto chimico il polisorbato (20,40,60,65) sono i tipi, confezionato come se fosse un Gambero. Stessa cosa avviene col Sushy dove viene utilizzato un  pesce di scarsa qualità. Se provate a staccare dallo pseudo gambero la striscia rossa si stacca facilmente. Oltre al reato di truffa al consumatore, se viene citata la presenza del gambero, la cosa più eclatante sono gli additivi che sono sotto indagine per la loro pericolosità, assuefazione e sospetta cancerogenità. Tra gli additivi alimentari, che sono diversi vediamo quali sono e a cosa servono

1)     Emulsionanti servono ad unire ingredienti che non sono mescolabili tra di loro si trovano nel cioccolato e anche nel latte.

2)      Addensanti si trovano nelle carni scatola nei budini nello yougurt, nelle salse hanno l'effetto di aumentare la viscosità di un prodotto (GELATINOSO, COLLOSO)

3)Stabilizzanti permettono il mantenimento dello Stato fisico chimico di un alimento come ad esempio il gelato confezionato

4)Gelificanti; Formano un gel che dà consistenza all’alimento ad esempio è la gelatina alimentare

5)Edulcoranti o dolcificanti, sono sostanze utilizzate per addolcire i cibi le bevande ed altri prodotti alimentari generalmente vengono utilizzati come alternative allo zucchero in particolare per ridurre l’apporto calorico per le persone come i diabetici. Gli edulcoranti possono essere naturali o chimici sintetici e hanno un potere dolcificante molto più dello zucchero. 

 Grande attenzione bisogna utilizzare soprattutto per i dolcificanti sintetici come l’aspartame, il sucralosio, la saccarina e il ciclammato ,che con  potenziali associazioni inducono  l’insorgenza dei tumori negli animali, per cui è preferibile non utilizzarli mai o al limite saltuariamente. Quando parliamo di cibi ultra ultra-processati, pensiamo a cibi come gli hamburger, Wrustel, cibi ipercalorici che sono tipici della cultura alimentare delle grandi catene di fast food americane e non solo.

La domanda nasce spontanea ma quali sono i tipi i cibi ultra processati ? Sono tutti quei cibi che hanno subito diversi processi di trasformazione industriale partendo da un cibo base, questi processi industriali modificano completamente il cibo di partenza. Molti vengono modificati nella struttura fino a cambiarli completamente.

Rientrano nell’elenco di questi prodotti, falsamente salutari, le merendine, le patatine fritte, le caramelle gommose,i cioccolatini industriali, biscotti e dolci industriali, le bevande zuccherate ed energetiche, molti prodotti da fast food, pesce e carne trasformati come i wurstel, le polpette, i bastoncini di pesce, le salse e i condimenti industriali, la maionese, le zuppe, le salse, minestrine e risotti pronti, le pizze surgelate, le creme spalmabili eccetera.

Da attenzionare sono anche gli omogenizzati per cui avviso le neomamme di leggere le etichette se ci sono addensanti,perchè  i danni che compiono nei bimbi in fase di accrescimento e le malattie che ne scaturiscono a livello immunologico sono gravi e di questo  ne parlerò in seguito.

Ricapitolando quindi, meno ingredienti ci sono in un cibo industriale più salutare è il cibo. Il cibo fresco, la frutta sono senza additivi quindi salutari.

Scrivendo questo articolo, ho fatto un viaggio a ritroso nella mente, un remake del film “Ritorno al Futuro” riadattandolo col “Ritorno al Passato” di quando da bambino c’era una fratellanza tra bambini sul tipo di merendina da consumare, c’era una uguaglianza “sociale” nel comportamento alimentare.

Una fetta di pane (fatto in casa dalla mamma) con una “croce di olio extravergine di oliva” cultivar coratina, questa era la base, le aggiunte "speciali" del tipo una spremuta di un paio di pomodorini "appesi" (si facevano delle corone di pomodorini raccolti in estate e si apppendevano in alto sopra la porta o portone di ingresso delle case e si consumavano d'inverno) , oppure un extra condimento sulla fetta di pane tagliata da una estremità e scavata all’interno togliendo la mollica,  riempita di cime di rapa stufate e benedetta da una croce di olio; in alternativa per i più furbi la solita fetta di pane con croce d’olio e un pizzico di zucchero, facsimile delle moderne brioches, cornetti con la differenza che quest’ultimi sono cibo “spazzatura..”

Vi posso garantire che di questa gioventù,  nessuno di noi abbia mai sofferto di problemi immunologici a livello intestinale e quindi passibili di esaminare la eventuale presenza di malattie a carico dell’intestino (Morbo di Crohn).

Come facciamo a distinguere se un cibo è Ultraprocessato o processato?

Non si tratta di intraprendere una causa giudiziaria ma basta imparare a riconoscere alcuni segni. Gli alimenti processati sono semplici nel senso che sono costituiti generalmente da pochi ingredienti, aggiungendo sale olio, o zuccheri o altri ingredienti come burro o miele ad alimenti freschi come sono presenti in natura, oppure legumi, carote e di questi ricordiamo frutta, verdure e legumi in scatola, formaggi, pane, pesce in scatola bevande alcoliche come vino e birra. 

I cibi ultra processati a differenza di quelli processati hanno in più additivi siglati con la lettera E seguita da un numero di tre cifre tipo E432 e successivi. Ci sono molti studi che evidenziano la nocività legata ai cibi ultra processati. I più recenti hanno messo in evidenza che c'è un rischio notevole di malattie che sono collegate a disfunzioni del sistema immunitario ovvero malattie come la colite ulcerosa, la celiachia, il morbo di Crohn, la colite ischemica, il lupus, il diabete di tipo 1 e addirittura la sclerosi multipla.

Come mai si hanno queste malattie?

 Il motivo è perché viene alterato il microbiota intestinale che è una pellicola di batteri buoni, bravi e generosi che vengono distrutti da questi coloranti tra cui uno pericolosissimo che si chiama biossido di titanio per cui la mucosa intestinale perde lo strato isolante per il passaggio delle scorie che finiscono quindi a contatto con le cellule sottostanti adibite all'assorbimento, innescando una elevata risposta di tipo infiammatorio e non solo.

Se il consumatore impara a non utilizzare cibi ultra processati, segnala a chi li produce di non gradire il prodotto che magicamente scompare dagli scaffali nella speranza che non inventano schifezze peggiori

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